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Quale futuro? Cervello e cuore, due vie diverse

Sono in procinto di cambiare lavoro: ho avuto una offerta che mi appassiona, ma faccio molto fatica a cambiare, perché è difficile per me staccarmi dal vecchio lavoro e mi sento in colpa verso la direzione di un posto di lavoro che mi ha dato tanto. Se uso la testa mi viene da ragionare in un modo, se invece uso il cuore vado in un’altra direzione e faccio fatica a trovare la risposta che cerco. So già che in ogni caso un cambiamento sarà difficile e che ognuna delle due scelte comporterà delle rinunce. Cosa posso fare?

Marta
Lonigo

Quanto è difficile, a volte, essere costretti a scegliere. Soprattutto quando sono in gioco aspetti importanti della nostra vita. E in particolare quando le alternative che ci si presentano hanno entrambe aspetti positivi. È facile scegliere quando le due alternative sono molto diverse fra loro (ad esempio una assai positiva e una piuttosto negativa), ma, quando, messe sul piatto della bilancia, tendono ad equivalersi, allora prendere una deci- sione può essere davvero arduo. Anche perché, come ricorda Søren Kierkegaard, ogni scelta implica anche un’esclusione, la perdita di un’opportunità alla quale rinunciamo. Cioè la scelta non è soltanto “possibilità che sì”, ma è anche inevitabilmente “possibilità che no”. Inoltre, come lei evidenza, l’offerta che ha avuto la pone di fronte a un dilemma interiore: mi servo della ragione o mi affido al cuore? Valuto in modo relativamente oggettivo le due possibilità oppure do ascolto al mio sentire, legato magari all’impulso?

E poi: chi o che cosa in noi può scegliere se dare ascolto alla testa oppure al cuore? C’è un “io” superiore, che possa prendere questa decisione? Oppure ragione e sentimento entrano in campo e si sfidano, cercando di accaparrarsi la vittoria e quindi la scelta?

Con la conseguenza che noi ci sentiamo sballottati di qua e di là, trascinati in direzioni opposte da due forze diverse. Provi allora a farle dialogare, invece che combattere, evitando che la ragione si arrocchi all’interno delle proprie motivazioni e che il cuore segua solo un impulso non meditato. Nel suo caso, inoltre, la scelta implica la possibilità di un cambiamento; e modificare schemi di comportamento è spesso difficile e faticoso.

Provi a creare una scala di valori che la spingono a cambiare lavoro e una che invece la portano a rimanere nella sua attuale occupazione. Quale per lei il valore più importante? Spesso sottovalutiamo che dietro ad una scelta lavorativa ci sono molti aspetti che riguardano la nostra esistenza, non solo parti legate ad aspetti pratici ed economici.

“Esistere significa poter scegliere” (Søren Kierkegaard)
• lavinia@ethicasas.it

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